Transcription

Cargnelli, Giovanni Battista**, Lettre à Auguste Tissot, [Udine], [s.d.]

De M. Cargnelli pr maux de nerfs. 

L'Illmo Sr Conte Danielle Antonini d'Illustre Famiglia di ani ventisei,
di gracile complessione, di temperamento billioso melanconico, ebbe la fatalità
di portar seco nascendo l'incomodo, il quale presentemente lo affligge, ed e stato
dallo stesso tormentato per tutto il corso del viver suo. Fino all'età di quindici
ani tutti i giorni tollerava dei notabili sconcerti di sanità; questi però non
lo trattenero di stare molto tempo in coleggio, ove potè qualche pocco applicare
allo studio, ed agli esercizi alla nobile gioventù convenienti. Arrivato all'età della
pubertà, nel qual tempo magior robustezza doveva acquistare il suo corpo,
doveva ancora migliorare la sua salute. Ma al contrario di quello si aspetava
più forza acquistarono con l'età i suoi incomodi, a fronte degli ajuti dai
Medici soministrati. In quel tempo si pose sotto la cura del rinomato Sr
Fortunato Bianchini allora Po Mco di questa Città, poi P.P. di Ma Pa nell'Università
di Padova, il quale giudicò la malatia di questo Cavaliere una solenne
affezione ipocondriaca convulsiva, la quale specialmente attaccava i muscoli delle
parti genitali, e del ventre basso, dal disordinato moto dei quali ne deriva
l'alterazione del moto peristaltico degli intestini, viene in conseguenza pre=
giudicata la grande opera della digestione, e da ciò si vede derivata
la connaturale inappetenza, i flati, l'inobbedienza del corpo, alcuni colici
dolori, che di quando in quando lo travagliano, e la sua poca nutrizione.
la prima intenzione del Professore fù di correggere la massa di fluidi,
procurando per questa strada di liberare il corpo da quei umori
viziosi, i quali potessero aver la forza di produre questi irritamenti nervosi,
i quali quasi senza interruzione le tormentano. A tal fine li fece prendere
i più eficaci rimedj, per superare la discrasia degli umori, e miglio=
rare la salute del'infermo, e non vedendo da questi alcun migliora=
mento si applicò a fortificare, i nervi, e la digestione
<1v> col lungo uso dei calibrati, con al cortecia peruvianna, ed altri appropriati rimedj
Trovandosi a peggior partito questo Cavaliere dopo aver preso tante medicine
cadé un magior tristezza, e dubitava trà poco dover terminare miseramente
i suoi giorni. In tale circostanza determinò di portarsi in Padova, ove prese
l'opinione dei più celeberrimi proffessori di medicina in quella Università.
Si attenne specialmente a Illmi Sri Caldani, dalla Bona, e Bonioli, i quali attenta=
mente esaminati i varj e stravaganti sintomi di questa malatia, in quelle ove
nelle quali l'infermo si trova più fortemente angustiato. Osservarono il
cordone spermatico notabilmente ingrossato, e qualche volta il scrotto ancora, i
testicoli in un continuo moto quasi di rotazione si osserva però la destra
parte più della sinistra sogetta a questi irritamenti, il membro virile diminuisce
per metà, ed acquista magior durezza al contrario del ordine naturale
i muscoli del basso ventre nel tempo stesso sono in forte contrazione, cosiché
premendo con la mano specialmente sopra la regione ipogastrica, ed ombilicale
si trovano gli integumenti tesi come fosse una pelle di tamburo, e si sente
l'arteria ipogastrica fare con più forza le sue pulsazioni, si sentono ancora
gli intestini pieni d'aria, la quale non potendo avere il naturale suo sfogo
alla parte bassa, si soleva allo stomaco, lo agrava, ed in conseguenza viene
a risentirsi anche la testa. Per poco che carichi lo stomaco di vivande
sia per la quantità, o per la qualità immediatamente si fano con più vigore
sentire i suoi incomodi. In tale circostanza si trova spossato in tutta la sua
personna, e la voce stessa viene ad esse inlanguidita. Nelle ore che e più aggravato
dal male l'orizontale positura sopra uno dei lati con le ginochia solevate
verso il ventre basso e la più comoda per lui; per tal ragione la magior
parte delle ore le consuma o guardando il letto, o sopra un soffà, ed
in quella positura da qualche ano prende il cibo, perchè non li aporta
tanto irritamento, e tanta gonfieza come se mangiasse sedendo.
E nei suoi magiori travagli il rimedio più utile, e piu pronto
<2r> lo trova in tale posizione. Più volte al giorno viene assalito dai suoi
incomodi; tutti i giorni però ha delle ore nelle quali gode senon d'una perfetta
almeno d'una passabile salute. Riprende allora della forza, e si trova
in stato quasi tutti i giorni di far qualche miglio in carozza, e delle
passegiate. L'animo però e continuamente abbatuto, cosichè se fosse
possibile insinuarli del coraggio potrebbe la quiete dello spirito, e l'eser=
cizio del corpo contribuire forse più dei rimedj a migliorare la sua
salute. Osservati dai Professori i varj sintomi stabilirono la sede princi=
pale della convulsione nel muscolo cremastere, ed ai muscoli del ventre
basso, e specialmente al obliquo interno, ed al traverso. Intrapresero la
cura coi bagni caldi, ed i fangi di Abano, li fecero prendere
le aque di Recoaro, e quelle della Vergine; ed altre cose.
Dalla medicatura fatta in Padova restò solevato in buona parte
da certo buccinamento che sentiva nelle orechie quando erra aggravato
dalla convulsione. Del resto ritornò a Udino nello stato primiero. In seguito
il medico procurava difenderlo coi replicati bagni caldi nella estiva stagione,
e qualche se3 caractères écritureciale per tener obbediente il corpo, ma questi pocco
beneficio li apportano, perchè non si fermano che pochissimo; per tal
ragione anno fato uso della aqua catartica di Modena, per pro=
curarli qualche scarico, e questo lo purga con minor incomodo degli
altri solutivi. Non e molto tempo che io sono stato chiamato alla
cura di questo Illmo Sre gli incomodi del quale io li credo provenienti
e dalla particolar viciatura organica dei muscoli accenati, e dal
disordinato moto del spiritoso liquore dei nervi, il quale non pocco
contribuisce a produre tanti incongrui movimenti contrarj al ordine
della natura. Per quanto appartiene al prognostico mi sembra appro=
priato il sentimento d'Ippocrate nel libro de locis in omine quicumque
morbus in nervis pervenerit roboratur, et quiescit in eodem loco, et dificile est ipsum
educere
.

<2v> Egli è però vero, che quando simili infermità sono mag1 caractère écrituregiate con la prudenza
e con la piacevolezza necessaria dai Medici non sogliono mai terminare infelicemente
ma piutosto appoco appoco si mansuefano, e si snervano. Nella opportuna stagione
li feci replicare i bagni tiepidi per moderare l'irritamento, per lo stesso fine
li feci prendere qualche pillola composta di camfora nitro, e rob di sambucco,
e per ajutare la digestione li ordinai per molti giorni l'infusione del
legno quassia, e l'estratto di Marte del Amynsiche, li feci ungere ancora
la parte col balsamo antiparalitico del Gerli, ed altri ajuti al bisogno
confacenti. Presentemente credo opportuno per lungo tempo l'uso del late
di asina, e per correggere i viziosi umori, e per nutrirlo essendo tropo
dimagrato. Io non ho avuto il coraggio di far uso del bagno fredo
in personna tanto adusta, ne del muschio, in un temperamento nel quale
le cose più legiere lo urtano nonchè le più forti. Quello abbiamo di
buono è il polso, il quale nel tempo ancora dei suoi magiori travagli
niente si altera, e la note d'ordinario riposa bene; perciò io sono persuaso
che questi incomodi non arriverano mai ad apportare funeste conseguenze.

Una malatia tanto complicata la credo degna d'esser posta soto i riflessi
di un Professore, il quale col suo vero merito, si è acquistata la stima e l'amirazione
universale. Questo illustre personaggio desidera la sua validissima oppinione
e per sapere se questa malatia possa in seguito con sintomi
più gagliardi tormentarlo, e se dal arte si possa sperare la
guarigione. Se non dubitasse che il viaggio potesse pegiorare
la sua salute desidererebbe di venire in personna a
consigliare in suo male col vero maestro delle malatie dei nervi.
E la mia tropo rozza relazione appena ha il coraggio di presentarsi
a personaggio di tanta dotrina e con la più profonda stima
mi dò l'onore di dirmi

A V. S. Illma

Ummo Ossmo ed Obmo Servitore
Gio: Battista Cargnelli Mco di Udine

Etendue
intégrale
Citer comme
Cargnelli, Giovanni Battista**, Lettre à Auguste Tissot, [Udine], [s.d.], cote MHL Fonds Bridel. Selon la transcription établie par Miriam Nicoli et Béatrice Lovis pour Lumières.Lausanne (Université de Lausanne), url: https://lumieres.unil.ch/fiches/trans/726/, version du 28.03.2014.
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